Il governo italiano mette a disposizione di coloro che effettuano dei lavori per il recupero del patrimonio edilizio delle detrazioni che possano aiutare a sostenere le spese necessarie per riuscire ad effettuare questi lavori. Tra le spese detraibili è possibile sostenere e realizzare anche degli interventi antisismici, e in particolar modo permette la messa in sicurezza statica degli edifici. 

Secondo l’articolo 16-bis, comma 1, lettera i del Tuir ossia del testo unico sulle imposte per i redditi, è possibile ottenere per i lavori tradizionali una detrazione del 36% che poi vengono ripartite in 10 quote annuali sino a un massimo di spesa pari a 48 mila euro. Sino al 31 dicembre del 2019 a meno che non vi sia una nuova proroga la percentuale è pari al 50% su una spesa massima di 96 mila euro. Grazie al Sisma Bonus inoltre è possibile ottenere tra il 50 e l’85% in detrazione sulle spese sino a un massimo di 96 mila euro.

Come funziona il Sisma Bonus?

Il Sisma Bonus è stato realizzato per gli interventi d’adozione delle misure antisismiche, infatti questo è stato introdotto dal decreto legge 63/2013, che permette di ottenere delle maggiori detrazione e anche delle regole più specifiche per poterne usufruire. Il Sisma Bonus per il 2019 prevede un specifico regolamento e una guida che è stata introdotta dall’Agenzia delle Entrate, per riuscire a comprendere esattamente come ottenere quest’agevolazione e anche i lavori d’adeguamento antisismico. 

Il documento viene pubblicato il 21 febbraio permette di comprendere nel dettaglio come funziona il Sisma Bonus e come può essere utilizzato dai soggetti passivi di Ires e Irpef. Questo bonus come possiamo leggere dalla guida dell’Agenzia delle Entrate fa sempre parte del bonus ristrutturazioni, solo che permette di ottenere una detrazione fiscale maggiore. Infatti, si riconosce a questi un aumento sino all’85% per gli interventi che possono ridurre in modo considerevole il rischio sismico.

La detrazione cambia però da casa e condominio, infatti se si migliorano le prestazioni energetiche di un intero condominio, grazie al sisma e all’eco-bonus è possibile ottenere la detrazione su un limite di spesa pari a 136 mila euro. 

Chi e come si può richiedere il Sisma Bonus

Il Sisma Bonus come previsto dalla guida dell’Agenzia delle Entrate, permette di fruire di questa detrazione fiscale solo se si adottano delle specifiche misure antisismiche sugli edifici. Secondo quanto definito da questo ente possono fare richiesta del Sisma Bonus coloro che:

  • Abitano in zone sismiche di alta pericolosità con livello uno e due 
  • Abitano in zone sismiche che hanno un rischio minore ossia in una zona sismica di livello 3

Le spese possono essere detratte dal primo gennaio del 2017 sino a 31 dicembre del 2021, questa riconosce una detrazione fiscale del 50% sulla spesa sostenuta sull’edificio. L’importo complessivo massimo per una singola unità immobiliare è pari a 96 mila euro, per la detrazione questa si ottiene di anno in anno, al momento della dichiarazione dei redditi.

Coloro che possono richiedere la detrazione devono sono principalmente i proprietari degli immobili, coloro che sono titolari dei diritti di godimento dei beni oggetto. I titolari dei diritti di godimento devono essere anche coloro che sostengono le spese relative. 

Secondo la legge in vigore è possibile scegliere di cedere il credito Irpef direttamente a favore di coloro che hanno svolto i lavori di ristrutturazione o anche ad altri soggetti privati che siano comunque collegati con un rapporto chiaro al luogo che ha dato origine a questa detrazione. 

 

Come funziona la detrazione del Sisma Bonus sino all’85%

La detrazione base come previsto dalla legge originaria era pari al 50% sull’intervento effettuato per abbassare il rischio sismico di un edificio oppure di un condominio permette di ottenere una detrazione maggiore.

Infatti, la detrazione può raggiungere il 70% della spesa che viene sostenuta, se dalla realizzazione dell’intervento deriva una riduzione reale del rischio sismico che determina dunque il passaggio della classe di rischio sismico dell’abitazione a un livello inferiore. Per i condomini la detrazione per questi interventi è pari al 75%.

Per quanto riguarda i lavori che invece permettono all’immobile di raggiungere due livelli di rischio sismico inferiore a quello dello stabile in origine è possibile ottenere circa l’80% di detrazione o l’85% se i lavori sono stati effettuati sugli edifici condominiali.

La detrazione nelle zone che ricadono in una classe di rischio sismico uno, due o tre, prevede un incremento della detrazione se questi sono realizzati sulle parti comuni degli edifici del condominio. Le opere che si effettuano in queste zone che prevedono sia la riduzione del rischio sismico sia la riqualificazione energetica, comportano una detrazione dell’eco-bonus e del sisma bonus tra l’80 e l’85% con un incremento del tetto di spesa pari a 138 mila euro moltiplicato per il numero delle unità mobiliari di ogni condominio.

Sisma Bonus per l’acquisto della casa

Il nuovo Sisma Bonus prevede delle novità anche per l’acquisto della propria abitazione. Il decreto legge numero 50 del 2017, infatti, ha previsto una detrazione innovativa per l’acquisto delle case antisismiche nei Comuni, che si trovano in zone che rientrano nel rischio sismico uno.

Infatti, se gli interventi per la riduzione del rischio sismico sono in Comuni e zone che vengono classificate con una classe sismica 1, è possibile ottenere comunque una detrazione tra il 70 e l’80%, grazie alla demolizione e ricostruzione d’interi edifici.

Chi invece acquista l’immobile e vuole effettuare questi interventi, si può ottenere il 75% del prezzo d’acquisto della singola unità immobiliare, se dagli interventi si passa a una classe di rischio in meno rispetto a quella precedente. Invece, se dagli interventi deriva un passaggio a due classi inferiori allora si può ottenere l’85% del prezzo della singola unità immobiliare.

 

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