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Il microcosmo condominiale è diventato un luogo di elevata litigiosità, inacidito da battaglie piene di rancore. Pare che ogni anno siano oltre un milione le cause giudiziarie relative a liti condominiali nel nostro Paese. Si tratta di dissapori che cominciano sul pianerottolo o nell’androne del palazzo, proseguono nelle assemblee condominiali e sempre più spesso si concludono in tribunale.

Che cosa è consigliabile fare quando si hanno discussioni in condominio a causa di condotte moleste dei vicini di casa? Che cosa prevede la legge?

Richiedere l’intervento dell’amministratore condominiale

Innanzitutto, se la lite riguarda la violazione di un regolamento condominiale o contese legate all’uso degli spazi comuni, prima di rivolgervi ad un legale si consiglia di richiedere l’intervento dell’amministratore condominiale, che ha il compito di mediare tra i condòmini in conflitto tra di loro e cercare di trovare un accordo tra le parti. Spesso le liti in condominio che finiscono in tribunale potrebbero trovare una soluzione con la conoscenza delle leggi, il dialogo, il rispetto e qualche piccola accortezza.

Liti condominiali: quando rivolgersi ad un mediatore

Se, invece, la controversia riguarda questioni private tra due condomini, come, ad esempio, rumori molesti, fumi, infiltrazioni, sacchetti di spazzatura lasciati fuori dalla porta, mozziconi di sigaretta fatti cadere sul balcone sottostante o emissione di continui odori sgradevoli che superino la soglia della tollerabilità, si consiglia di contattare un istituto di mediazione prima di rivolgersi ad un avvocato ed intentare una causa condominiale.

Introdotta nel settembre 2013, la legge sulla mediazione impone ai condòmini di affrontare la questione con rispetto e disponibilità all’ascolto, impegnandosi a cercare di raggiungere pacificamente un accordo e rispettarlo. Il mediatore aiuta le parti a trovare un accordo, senza, però, prendere alcuna decisione.

Qualora purtroppo non si riesca ad arrivare ad un accordo, viene richiesto l’intervento del giudice di pace che decreterà in che modo risolvere la controversia.

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